Siculìa

IL CIOCCOLATO

LA LAVORAZIONE A FREDDO

Siculìa

 

La storia del cioccolato modicano è singolare ed è legata a doppio filo all’appartenenza spagnola di una delle contee più potenti del mezzogiorno.

Furono proprio i conquistadores, infatti, ad importare il cioccolato dal Nuovo Mondo, dove gli aztechi ne avevano sviluppato la produzione in forma liquida e speziata, il xocoàtl, servendosi di una lavorazione a freddo. I dominatori, in un primo momento, non gradirono la bevanda, ritenendola eccessivamente amara. Poi, miscelandola con lo zucchero, se ne innamorarono, dando così vita al moderno cioccolato.

I cioccolatai modicani, dunque, hanno mantenuto la tradizionale lavorazione a freddo, mentre la Rivoluzione industriale, nelle altre zone d’Europa, modificava il ciclo produttivo del cioccolato.

La massa di cacao formata dalla macinatura e dalla tostatura dei semi, secondo l’antica ricetta, viene lavorata a circa 35°-40°, con l’aggiunta di zucchero semolato di canna e, in alcuni casi, di ingredienti che si sposano perfettamente col composto che viene poi versato in stampi di forma rettangolare. La temperatura non consente lo scioglimento dello zucchero, regalando così una speciale consistenza ruvida, quasi grezza, al palato. Ma anche un gusto unico ed inconfondibile che ne fanno uno dei prodotti dell’eccellenza siciliana, un marchio Igp.

 


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